Elementi distintivi
Come abbiamo visto, nel caso dei prestiti tramite cessione del quinto, è il datore di lavoro il soggetto incaricato del pagamento della rata del finanziamento.
Il datore di lavoro è obbligato ad accettare una richiesta di cessione del quinto stipendio da parte di un suo dipendente e la sottoscrizione del contratto lo vincola ad una serie di obblighi ben precisi. L'obbligo principale è ovviamente quello di trattenere la rata indicata nel contratto della busta paga del lavoratore dipendente ed a versarla alla banca o all'istituto finanziario che ha erogato il prestito.
Si tratta di un obbligo per il datore di lavoro destinato a perdurare per l'intera durata del piano di ammortamento, ma solo in presenza di busta paga sulla quale addebitare la rata: nell'eventualità in cui, per qualsiasi ordine di motivi (licenziamento, dimissioni, aspettativa), subentri la cessazione o la sospensione della busta paga, il datore di lavoro è legittimato ad interrompere il pagamento della rata.
Laddove vi siano dimissioni o licenziamento del lavoratore dipendente, il datore di lavoro dovrà trattenere ogni somma da questi maturata presso l'azienda (liquidazione maturata, ultimo stipendio, tredicesima, ferie non godute) e versarla alla banca erogante, per consentire la totale o parziale estinzione del debito residuo.
Esistono altresì altri aspetti che concorrono a distinguere la cessione del quinto dello stipendio o della pensione dalle altre tipologie di finanziamento presenti sul mercato: si tratta di un tipo di prestito che non richiede garanzie aggiuntive da parte del richiedente (al di là della presenza della busta paga o della pensione) ed a cui, entro certi limiti e condizioni, possono accedere anche coloro che hanno subito in passato problemi di credito o disguidi di carattere finanziario (come nel caso di protestati o cattivi pagatori). La cessione del quinto, inoltre, può essere richiesta anche con altri prestiti in corso (come ad esempio nel caso di mutui per la casa) ed è spesso un finanziamento a firma unica.
I prestiti tramite cessione del quinto stipendio si caratterizzano tipicamente per la presenza di una rata fissa per l'intero piano di ammortamento, il cui importo è calcolato sulla base di elementi tra i quali figurano il reddito netto percepito dal richiedente e il TFR maturato. Le rate di rimborso hanno periodicità mensile e il tasso d'interesse è fisso per tutta la durata del finanziamento.
La durata del prestito tramite cessione del quinto stipendio può in genere arrivare fino ad un massimo di 120 mesi (10 anni) ed è di norma non inferiore ai 24 mesi. Nel caso dei prestiti tramite cessione del quinto della pensione, la scadenza non può eccedere il novantesimo anno di età e per determinare la durata del finanziamento viene presa in considerazione la data di entrata in pensione del lavoratore.
Oltre alla rata periodica ed alla durata del finanziamento, tra i principali elementi finanziari di questa operazione troviamo il TAN, ovvero il tasso d'interesse previsto fisso dal legislatore per tutta la durata del finanziamento, e la struttura dei costi dell'operazione, sintetizzati dal Tasso annuo effettivo globale (TAEG) che comprende tutti i costi anche i premi assicurativi. Soprattutto in fase di confronto tra più proposte di cessione del quinto, l'analisi del TAEG rappresenta senza dubbio una delle attività più utili per trovare l'offerta di finanziamento più conveniente e vantaggiosa (purché i prestiti presentino medesime caratteristiche in termini di durata e importo).
